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Belluno
mer 20 settembre 2017

LIBRI CONSIGLIATI

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• 170 vie normali ad altrettante vette e informazioni su altre 55 cime secondarie
• foto a colori, tracciati delle vie di salita e dettagliate relazioni
• immagini delle cime e foto panoramiche dei gruppi montuosi con i nomi delle cime
• schizzi di arrampicata per le cime più alpinistiche
• note tecniche, dislivelli, tempi, difficoltà, punti di appoggio, note storiche, primi salitori
• indice degli itinerari suddivisi per gruppi montuosi elenchi riassuntivi alfabetico, per quota e difficoltà di salita

L’attesa guida escursionistica e alpinistica delle vie normali a tutte le principali vette delle Dolomiti di Brenta: ben 170 cime, molte delle quali poco conosciute e ancor meno frequentate, suddivise in schede con descrizione dettagliata dei percorsi di avvicinamento e salita per la via normale ed eventuali varianti, tempi, difficoltà, dislivelli, foto a colori con tracciato della via, schizzi di salita per le cime più alpinistiche, foto di dettaglio, cenni storici e informazioni naturalistiche. Le note relative anche ad altre 55 cime secondarie e minori portano a 225 il numero complessivo di vette di cui si forniscono informazioni.

I tre autori le hanno censite con puntiglio dando per ognuna informazioni dettagliate per raggiungerne la vetta lungo la via normale. Oltre alle facili cime escursionistiche, molte delle vette del Brenta costituiscono impegnativi banchi di prova anche per alpinisti con esperienza, che spesso richiedono di affrontare passaggi in roccia o addirittura la salita lungo percorsi di arrampicata.

Le cime sono fanno parte di: Catena Meridionale (Catena d’Ambiéz, Sottogruppo del Vallòn, Sottogruppo dei Fracingli, Massiccio della Tosa, Sottogruppo del Monte Dàino, Sottogruppo del Ghez) – Catena Centrale (Catena degli Sfùlmini, Massiccio di Cima Brenta, Massiccio del Grosté) – Catena Settentrionale (Massiccio della Pietra Grande, Catena del Sasso Alto, Massiccio del Sasso Rosso) – Catena Orientale (Sottogruppo della Campa, Sottogruppo Gaiarda-Altissimo).

Gli itinerari intendono portare a riscoprire sia quelle vie normali che spesso sono percorse in discesa dopo aver salito vie alpinistiche di maggior difficoltà, sia le escursioni a cime troppo spesso offuscate dalla fama di vette di maggior richiamo. Una guida per gli amanti dell’alpinismo dolomitico in un ambiente naturale unico oggi Patrimonio Universale dell’Umanità Unesco.

Prefazione di Cesare Maestri.

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Il grande successo decretato dagli amanti delle Dolomiti ha costretto autori ed editore a pubblicare la seconda edizione del volume “3000 delle Dolomiti”. Un successo certamente non casuale, visto l´approfondimento delle relazioni di tutte le elevazioni dolomitiche che superano i tremila metri.
La nuova edizione corregge e completa le descrizioni degli itinerari, inserisce nuove fotografie e rinnova gli schizzi, ora eseguiti dall´illustratore alpinista Marco Romelli.

Le Dolomiti, questo immenso giardino di pietra e boschi, come è noto, hanno come massima elevazione i 3343 metri della Marmolada, o meglio di Punta Penìa. Oltre ad essa altre numerose vette sono ambite e frequentate.
La maggior parte degli alpinisti però non conosce l’esatta posizione, la via di salita più semplice e le difficoltà delle 86 cime oltre i 3000 metri.
Esse sono suddivise in 16 gruppi montuosi che coprono l’intero arco dolomitico.
I tre autori, in questo volume, le hanno censite con puntiglio dando, per ognuna, dettagliate informazioni per raggiungerne la vetta lungo la via normale. Altre cime che, seppur superiori alla fatidica quota, possono essere considerate delle anticime o spalle delle loro sorelle maggiori non sono state relazionate in dettaglio, ma se ne fornisce comunque qualche informazione.
Completano il libro i Grandi Esclusi, ovvero le vette che per 1 o 2 metri non raggiungo i quota 3000, gli elenchi in ordine di difficoltà e quota e il diario delle salite per collezionare i 3000 delle Dolomiti, collezione promossa dal sito www.3000dolomiti.it. Una guida per gli amanti di un alpinismo di ampio respiro che coniuga molto spesso ambienti selvaggi ed aria sottile.

86 itinerari di vie normali con note storiche e culturali.

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La conca ampezzana, forse la più magica delle Dolomiti, è, malgrado l’alta frequentazione, per gran parte sconosciuta.
Questo volume permette di scoprirne gli angoli più nascosti ma per questo non meno affascinanti degli itinerari iper-frequentati che d’estate vengono presi d’assalto.
Vengono descritte 111 vie normali ad altrettante vette attorno alla perla dolomitica. Accanto ai percorsi classici quindi vengono finalmente valorizzate esplorazioni semi-sconosciute anche per i cortinesi stessi.
Una guida escursionistica che comprende a volte quell’alpinismo facile che richiede una certa dose di esperienza e capacità di orientamento in terreni poco battuti.

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L´attesa e più completa guida alle cime delle Prealpi Lecchesi e Bergamasche dal Lago di Lecco alla Valle Camonica a sud delle Alpi Orobie: 165 cime in 11 gruppi montuosi dalle Grigne alla Concarena passando per la Presolana, Regina delle orobie. Una guida che spazia dalle vie di arrampicata sulle torri della Grignetta alle vie di cresta delle selvagge cime del gruppo dell´Arera, alla scoperta dei fantastici panorami dominati dai giganti delle Orobie.

Ben 165 vie normali, molte delle quali poco conosciute ma degne di interesse, suddivise in schede con descrizione dettagliata dei percorsi di avvicinamento e salita, difficoltà, dislivelli, foto a colori con tracciato della via, schizzi di salita per le vie di roccia, difficoltà, foto di dettaglio, cenni storici e curiosità turistiche da vedere in zona.

Si tratta del primo di tre volumi dedicati alle Prealpi Lombarde e prende in considerazione gli 11 gruppi montuosi compresi nelle Prealpi Centrali, dette anche Prealpi Bergamasche ma comprendenti anche le montagne di Lecco: Grigne, Resegone, Campelli-Aralalta, Valbona-Sornadello, Alben, Arera-Menna, Torrezzo, Formico-Misma, Presolana, Pora, Camino-Concarena.

Un vasto territorio che copre le tre province di Lecco, Bergamo e Brescia e, da ovest ad est, 16 valli: Valsassina, Val della Grigna, Valtorta, Val Taleggio, Valle Imagna, Val Brembana, Val Secca, Val Canale, Val Parina, Val di Riso, Val Seriana, Val Nembo, Val di Scalve, Valle Borlezza, Val Cavallina e Valle Camonica.

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La più completa guida escursionistica alle cime delle Prealpi Varesine e Comasche: ben 90 vie normali, molte delle quali poco conosciute e ancor meno frequentate, suddivise in schede con descrizione dettagliata dei percorsi di avvicinamento e salita, difficoltà, dislivelli, foto a colori con tracciato della via, difficoltà, foto di dettaglio, cenni storici e cose da vedere in zona.

Si tratta del secondo di tre volumi dedicati alle Prealpi Lombarde e prende in considerazione i 13 gruppi montuosi compresi nelle Prealpi Occidentali, dette anche Prealpi Varesine e Comasche: Tamaro, Nudo-Colonna, Campo dei Fiori-Martica, Sette Termini-Piambello-San Giorgio, Camoghè, Fiorina, Gino, Generoso, Tremezzo, Gordona-Bisbino, Palanzone, San Primo, Corni di Canzo.

L’identificazione dei gruppi montuosi e la stessa definizione di Prealpi Lombarde Occidentali qui adottata fanno riferimento alla nuova suddivisione alpina riportata nell’Atlante Orografico delle Alpi SOIUSA (Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino – S. Marazzi – Priuli & Verlucca, editori – 2005). In base a tale suddivisione le Prealpi Lombarde Occidentali comprendono le Prealpi Varesine, o Prealpi Luganesi Occidentali, e le Prealpi Comasche, o Prealpi Luganesi Orientali, e si estendono da nord a sud dal Passo di San Jorio alle Colline Lombarde e sono comprese tra la Valle di San Jorio, il Lago di Como e di Lecco, le Colline della Brianza, del Comasco e del Varesotto, il Lago Maggiore, il Piano di Magadino e la Val Morobbia.

Si tratta di un vasto territorio che copre le province di Varese e Como, una parte del territorio ticinese, il Triangolo Lariano e 10 valli: Valcuvia, Valganna, Valle del Tresa, Val d’Agno, Val Colla, Val Morobbia, Valle di San Jorio, Val Cavargna, Val d’Intelvi, Val di Muggio.

Una guida alla scoperta delle cime nella zona dei grandi laghi lombardi: 90 cime fra il Lago Maggiore, Il Lago di Lugano, il Lago di Como e il Lago di Lecco, dai percorsi più frequentati a quelli meno noti alla scoperta di luoghi a volte impervi lontani dal turismo di massa.

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Estese sul vasto territorio montuoso compreso fra il Lago d’Iseo a ovest e il Lago d’Idro a est, le Prealpi Bresciane costituiscono il settore occidentale delle Prealpi Lombarde Orientali, al confine meridionale dell’imponente massa tonalitica del Gruppo dell’Adamello da cui sono separate dal Passo Croce Domini. Spingendosi a meridione fino alle Colline Bresciane, ormai prossime alla Pianura Padana, offrono ampie possibilità escursionistiche sia estive che invernali, con panorami che si spingono dalle alte vette del Monte Rosa fino alle più basse cime dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Nonostante la quota modesta le cime delle Prealpi Bresciane permettono di soddisfare sia le preferenze degli escursionisti che le esigenze degli alpinisti, in particolare nel periodo invernale quando le vette più elevate offrono interessantissime traversate di cresta, salite lungo canali o pendii adatti allo scialpinismo all’insegna della libertà.

Comprende 125 vie normali a cime montuose nei gruppi di: Guglielmo, Setteventi-Muffetto, Dosso Alto, Palo-Savallo, Sonclino, Doppo-Conche e Maddalena-Cariadeghe.

Prefazione di Fausto De Stefani.

Con immagini di: A. Borghetti, A. Boselli, F. Emer, N. Martins, M. Pasotti, T. Tabacchini

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I gruppi montuosi del Làtemar, Catinaccio-Larséc, Sassolungo e Sella costituiscono una vasta area ricca di vette nel settore occidentale della Val di Fassa.
Un territorio che comprende vette fra le più rinomate delle Dolomiti Occidentali: non c’è escursionista che frequenti le Dolomiti che non abbia mai sentito parlare delle arditissime Torri del Vajolet, dei Campanili del Làtemar, del Sassolungo e Sassopiatto o delle verticali pareti del Gruppo del Sella.
Chi desidera salire le vette dolomitiche potrà trovare in questa guida numerosi percorsi per piacevoli escursioni coronate dal raggiungimento delle cime, le cui vie normali in alcuni casi non presentano particolari difficoltà, mentre in altri costituiscono dei percorsi prettamente alpinistici.
La guida fornisce dettagliate informazioni sulle vie di salita a 90 cime montuose ma, se si considerano anche le informazioni aggiuntive che vengono fornite su altre 70 cime vicine a quelle principali, ecco che il numero di vette coinvolte nel libro sale ad un totale di 160. Ad ogni vetta è dedicata una scheda con descrizione del percorso, tempi e dislivelli di salita e totali, difficoltà, attrezzatura necessaria o consigliata e quanto altro possa essere utile per documentarsi prima di effettuare la salita della cima.
Per le cime che presentano vie di arrampicata sono riportati anche degli schizzi con indicate le lunghezze dei tiri di corda, le soste, i punti di calata e le difficoltà. Tali informazioni sono state raccolte dagli autori che hanno salito tutte le cime presentate nel libro e grazie all’aiuto di appassionati amici e collaboratori che hanno fornito preziose fotografie per il completamento del lavoro.
All’escursionista che intraprende i percorsi proposti si presentano dunque numerose possibilità per conoscere a fondo queste aree dolomitiche, affrontando dislivelli generalmente non eccessivi e su sentieri per lo più ben tracciati e segnalati. Alcune zone più isolate e poco frequentate richiedono una maggiore capacità di orientamento ed esperienza, seguendo tracce poco evidenti, e qualche fatica in più, ma ripagano con un rinnovato senso di avventura e scoperta.

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Quando si parla di Marmolada si pensa sempre e solo alla vetta più alta delle Dolomiti e al suo ghiacciaio: invero non esiste un Monte Marmolada o una Cima Marmolada, ma per Marmolada si intende l’omonimo massiccio e l’intero gruppo montuoso.

La Catena di Bocche è del tutto differente rispetto alle vicine cime dolomitiche su cui si affaccia, appartenendo a un potente affioramento di rocce magmatiche e porfidi quarziferi risultato di antichissime eruzioni vulcaniche.
Tutta la zona offre numerose testimonianze storiche di grande interesse legate alla Grande Guerra del 1915-18: a distanza di cent’anni dalle cruente vicende della guerra rimangono ancora oggi innumerevoli resti che raccontano i difficili momenti di vita e di morte in zone che oggi appaiono come piccoli paradisi terrestri.

Questa guida prende in considerazione le cime che occupano il versante orientale della Val di Fassa, ossia gran parte del Gruppo della Marmolada, e le cime della Catena di Bocche. Le salite riguardanti i gruppi montuosi del versante occidentale e della testata settentrionale (Sella, Sassolungo, Catinaccio e Làtemar) sono invece descritte nel volume 90 Cime in Val di Fiemme e Fassa. Le informazioni fornite riguardano le vie di salita a 70 cime montuose ma, se si considerano anche le informazioni aggiuntive che vengono fornite su altre 38 cime vicine a quelle principali ecco che il numero di vette coinvolte nel libro sale ad un totale di 108. Ad ogni vetta è dedicata una scheda con descrizione del percorso, tempi e dislivelli di salita e totali, difficoltà, attrezzatura necessaria o consigliata e quanto altro possa essere utile per documentarsi prima di effettuare la salita della cima. Tali informazioni sono state raccolte dagli autori che hanno salito tutte le cime presentate nel libro e grazie all’aiuto di appassionati amici e collaboratori che hanno fornito preziose fotografie per il completamento del lavoro.

All’escursionista che intraprende i percorsi fra valli e cime del Gruppo della Marmolada e della Catena di Bocche si presentano dunque numerose possibilità per conoscere a fondo queste aree dolomitiche, affrontando dislivelli generalmente non eccessivi e su sentieri per lo più ben tracciati e segnalati.

Questa guida ha l’intento di essere un ausilio per gli escursionisti che vogliano conoscere più a fondo i percorsi su queste montagne e un mezzo per mantenere viva la frequentazione di sentieri e cime in alcuni casi poco noti o quasi dimenticati. Un piccolo omaggio alla Regina Marmolada e alla sua corte di vette, in uno degli ambienti naturali più belli e ricchi di storia delle Dolomiti.

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La conca ampezzana è, nel bene o nel male, da decenni il punto d’incontro di molti fruitori della montagna. Quando negli anni ’50 Cortina iniziò il nuovo sviluppo improntato al turismo, anche grazie alle Olimpiadi Invernali del 1956, da semplice paese di montagna, chiuso nelle sue tradizioni, divenne in poco tempo vero e proprio polo di un turismo di montagna dalle mille sfaccettature.

Si poteva trovare l’alpinista che, sulle orme degli Scoiattoli, ripercorreva le vie di roccia, oppure il semplice escursionista intento a rimirare un paesaggio impagabile, come pure il riccone che badava a tutto fuorchè alla bellezza dell’ambiente circostante.
La moda della “casa a Cortina“ da parte di industriali e faccendieri rovinò non poco l’equilibrio degli abitanti improntato da sempre in una vita regolata dalle stagioni. Diede però contemporaneamente l’impulso a fare della cittadina un polo mondiale di turismo d’alta qualità.

I Cortinesi, grazie all’arcaica costruzione della società delle Regole, ebbero l’intelligenza e la lungimiranza di sfruttare tale moda riuscendo a mantenere la proprietà dei terreni e delle vecchie case, oltre che delle tradizioni popolari. Non c’è da stupirsi se oggi in Corso Italia vediamo passeggiare la donna del posto con il tradizionale costume a fianco dell’animale impellicciato e super truccato. Come pure le auto di lusso si confondono con i trattori per lo sfalcio dei prati o per il trasporto del letame.

Gli Ampezzani, veri e unici proprietari della conca, sorridono compiaciuti per tanto benessere consapevoli, comunque, d’aver perso per sempre forse la cosa più preziosa: l’integrità culturale.
In un mondo in cui non si può tornare indietro e tutto è dettato dal denaro, resiste per fortuna un concetto della montagna ben diverso. Il paese, malgrado tutto, continua ad essere circondato da meravigliose montagne, sicuramente uniche al mondo, crode che aprono il cuore e la mente a chi sa interpretarne le rughe, le linee, la storia. Monti con un’anima dentro, dove si sono combattute aspre battaglie nel nome di qualcun altro, dove si sono scritte pagine di storia alpinistica, dove ogni persona può ancora assaporare il profumo dei boschi o la corsa di un camoscio.

Lo sport di montagna si è molto evoluto negli ultimi decenni. L’industria dello sci ha portato i grandi capitali, gestiti da pochi, ma creando un indotto comodo a tutti. Ha portato anche gente che con la montagna non c’entra un bel nulla, sfruttamento e anti-cultura.
Ma una vasta schiera di appassionati ogni anno trovano spazio anche nel movimento sano, quello in cui è contemplata la fatica (e sennò che sport è?) e dove la voglia di scoperta esteriore ed interiore rimane dominante. Salire per i boschi, sbucare sul ghiaione, attaccarsi alla roccia, raggiungere una cima impegna il fisico ma libera la mente, apre il cuore al mondo, mette a sopire le frustrazioni e le difficoltà di una vita sempre più convulsa.

E allora la montagna, le Dolomiti, le crode di Cortina diventano luoghi dove ricacciare l’anima a respirare e riprendere il suo cammino più leggera.
La costruzione delle ferrate sulle montagne della conca ampezzana a partire dagli anni ’60 non è stata esente da critiche. La ferrata, in un certo qual modo, consente la salita ad una vetta con mezzi artificiali, diciamo eticamente sleali. Dà la sicurezza del percorso e dell’eventuale ritorno, permette di usufruire di una corda d’acciaio per la progressione. In effetti non si tratta di arrampicata, il corpo e la mente solo raramente o parzialmente sono concentrati al superamento dei passaggi in modo armonico ed integro. Per di più le vie tracciate molte volte vanno a ripercorrere itinerari di arrampicata del passato. Con le ferrate si è arrivati ad un altro compromesso tra purezza e falsità.

Essendo state costruite dagli stessi Scoiattoli hanno comunque una loro etica, permettono a chi le frequenta l’illusione della conquista in quanto permangono fatica, esposizione e, seppur in minima parte, una certa dose di rischio.
Nel ripercorrerle ho scoperto un mondo di amanti autentici della montagna, di cantori delle bellezze dei luoghi, pur consapevoli dell’artificiosità della loro prestazione. Un compromesso, appunto, tra sicurezza e movimento, tra verticale e godimento della vetta. Persone di mezza età, coppie giovani, bambini nei percorsi più facili, mi hanno portato alla consapevolezza che la parete non è solo rischio e alte difficoltà ma anche spensieratezza e rilassamento. Un aspetto, questo, che conduce al comune obiettivo della frequentazione della montagna per un’elevazione interiore sempre meno frequente al giorno d’oggi.

Elenco degli itinerari:
1 – Ferrata Ra Gusela
2 – Ferrata dell’Averau
3 – Ferrata della Furcia Rossa e Sent. della Pace
4 – Ferrata Cesco Tomaselli
5 – Cengia Veronesi
6 – Sentiero Kaiserjäger e Galleria del Lagazuoi
7 – Ferrata degli Alpini
8 – Scala del Meneghel
9 – Ferrata Giovanni Lipella
10 – La Grotta di Tofana
11 – Sentiero Astaldi
12 – Ferrata Giuseppe Olivieri
13 – Sent. Olivieri, Ferrate Aglio e Tofana di Mezzo
14 – Ferrata del Formenton
15 – Ferrata Ettore Bovero
16 – Sent. dei canyon e delle cascate della Val di Fanes
17 – Ferrata Strobel
18 – Terza Cengia del Pomagagnon, Ferrata Zumeles
19 – Ferrata René De Pol
20 – Ferrata Marino Bianchi
21 – Sentiero Ivano Dibona
22 – Ferrata Sci Club 18
23 – Ferrata Berti e Ferrata Vandelli

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Tra tutti i gruppi dolomitici, quello delle Pale di San Martino (fonte di continua ispirazione alpinistica e artistica per il loro cantore Dino Buzzati) è forse il più immaginifico e fantastico, a causa della sua estensione, del continuo mutare del paesaggio, degli ambienti e delle conformazioni rocciose. Un gruppo montuoso che può entusiasmare già al primo contatto, anche solo arrivando in auto al tramonto al Passo Rolle, camminando per pochi minuti lungo le facili sterrate della Val Venegia o della Val Canali e che poi “rischia“ di attrarre in maniera irresistibile l’escursionista quando si cominciano a scoprire luoghi come il Vallone delle Lede, la Valle di Focobon, il Cimerlo, il piccolo Ghiacciaio della Fradusta o l’Orrido delle Comelle.

Elenco degli itinerari:
1 – Sentiero dei Mar e Passo dei Fochet
2 – Cima del Focobon – Banca delle Fede
3 – Valle delle Comelle – Sentiero delle Comelle e Viaz del Bus
4 – Valle d’Angheraz – Ferrata dell’Orsa
5 – Monte Agner – Ferrata Stella Alpina, Ferrata Monte Agner e Sentiero del Canalone
6 – Val Canali – Ferrata del Canalone
7 – Croda Granda – Ferrata Fiamme Gialle
8 – Val Pradidali – Passo delle Lede
9 – Cima della Madonna – Sentiero del Cacciatore
10 – Cimerlo e Cima della Stanga – Ferrata Dino Buzzati e Sentiero Camillo de Paoli
11 – Sass Maor – Ferrata del Velo e Ferrata della Vecchia
12 – Cima di Ball e Cima di Val di Roda – Ferrata del Porton e Sentiero Gusella
13 – Cima Pradidali – Passo di Ball
14 – Alta Via n. 2 – Sentiero delle Farangole
15 – Cima della Vezzana – Ferrata Gabitta d’Ignoti
16 – Cimon della Pala – Ferrata Bolver Lugli
17 – Monte Mulaz – Ferrata del Canalone
18 – Cime di San Lucano – Boral della Besausega
19 – Val Pradidali – Sentiero delle Sedole
20 – Dente del Cimone – Passo del Gatto

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Chiunque risalga la valle del fiume Piave, da Belluno fino alle porte di Auronzo, avrà immediatamente la sensazione di attraversare uno spettacolare paesaggio naturale e nello stesso tempo un ambiente abitato e vissuto, incontrando paesi e borghi che affondano le proprie radici culturali in una storia millenaria, ammirando montagne che emanano un fascino grandioso e autentico. Tra gli itinerari descritti si trovano non solo le ferrate che si sviluppano sui gruppi montuosi più celebrati ma anche i tanti sentieri attrezzati, sicuramente meno famosi della Costantini, della Zacchi e della Alleghesi ma certamente più rispettosi dell’orografia e dell’essenza stessa delle montagne, percorsi logici e panoramici, seguiti da secoli da cacciatori e pastori, dove spesso il rumore dei propri passi rompe il silenzio. Ogni escursionista potrà quindi ritrovare la sua ferrata, il suo sentiero, sia che ricerchi impegnative o atletiche emozioni verticali sia che voglia esplorare cenge e camini dove la corda fissa è soltanto un dispositivo di sicurezza, quasi secondario.

Elenco degli itinerari:
1 – Marmarole – Corno Del Doge – Cengia del Doge
2 – Marmarole – Forcella Vanedel – Strada Sanmarchi
3 – Marmarole – Cimon del Froppa – Forcella Marmarole
4 – Marmarole – Monte Ciastelin – Sentiero dei Camosci
5 – Marmarole – Cimon del Froppa – Sentiero degli Alpini e Forcella Froppa
6 – Marmarole – Monte Ciarido – Sentiero Amalio Da Prà
7 – Brentoni – Monte Tudaio – Sentiero dei Mede
8 – Antelao – Forcella del Ghiacciaio – Ferrata del Cadorin
9 – Antelao – Crode di San Piero e Croda Mandrin – Sentiero Alpinistico Attrezzato
10 – Centro Cadore – Domegge – Ferrate Sportive
11 – Centro Cadore – Val Prigioniera – Sentiero Attrezzato del Gufo
12 – Cridola – Cresta del Miaron – Sentiero Olivato
13 – Civetta – Col Reàn – Via Antersass e Scale di Ciesamatta
14 – Civetta – Palazza Alta – Ferrata Fiamme Gialle
15 – Civetta – Ferrata degli Alleghesi
16 – Civetta – Ferrata Tissi
17 – Civetta – Passo del Tenente (via normale Sentiero Tivan)
18 – Moiazza – Cima Moiazza Sud – Ferrata Costantini
19 – Spiz de Mezzodì – Ferrata Sora ‘l Sass e Sentiero del Belvedere
20 – Prampèr – Val Pramperét – Scalet del Pissandol
21 – Bosconero – Viaz de le Ponte
22 – Piz de Sagron – Passo del Comedon – L’Intaiada
23 – Vajont – Ferrata della Memoria
24 – La Schiara – Forcella de la Gusela – Ferrata Sperti
25 – La Schiara – Ferrata Zacchi e Ferrata Berti
26 – La Schiara – Pelf – Ferrata Marmol (Rossi) e Ferrata Guardiano
27 – Antelao – Sentiero Bortolo De Lorenzo
28 – Civetta – Vant delle Nevere
29 – Pelmo – Sentiero Flaibani
30 – Cima Nord di San Sebastiano – Cengia del Sasso di Caleda
31 – Vette Feltrine – Sentiero delle Laste
32 – Vette Feltrine – Cenge del Sasso Scarnia
33 – Cimònega – Val Caorame
34 – Cimònega – Busa del Cadinel
35 – Monte Pizzocco – Sentiero dello Scalon
36 – Monti del Sole – Valle Soffia

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Catinaccio, Marmolada, Sella, Sassolungo, Latemar: sono tutti nomi che richiamano spesso alla mente l’idea stessa delle Dolomiti, toponimi ben impressi nell’immaginario collettivo e nella mente di escursionisti e alpinisti. Una capillare organizzazione turistica, i numerosi impianti di risalita, la sterminata rete di punti di appoggio gestiti, fanno delle Dolomiti di Fassa una della aree più facilmente accessibili dell’intero arco alpino. Molte di queste cime sono entrate tra le immagini simbolo dei Monti Pallidi, basti pensare alle Torri del Vajolet, al Ghiacciaio della Marmolada, all’Alpe di Siusi. Le ferrate più famose e tecnicamente impegnative sono tra le più frequentate delle Alpi, soprattutto quelle che si sviluppano tra i bastioni di roccia del gruppo del Sella (vero crocevia dei gruppi dolomitici) come la Ferrata delle Mesules, la Ferrata Piazzetta e la Ferrata Brigata Tridentina, oppure quelle che risalgono le pareti rocciose del Colac e del Col Ombert. Molti escursionisti scelgono anche le ferrate del Catinaccio d’Antermoia o il primo tratto del Sentiero Bepi Zac perché, con difficoltà tecniche contenute, possono compiere escursioni di straordinario fascino.
Cosa resta quindi da consigliare tra queste valli, dove a volte si ha quasi l’impressione di essere ormai assuefatti alla bellezza e alla sua quotidiana rappresentazione mediatica? Prima di tutto di usare le ferrate più famose come strumento di conoscenza di alcune della montagne più sorprendenti delle Alpi e poi di provare a percorrere la panoramica e silenziosa cresta dei Monzoni, tra crinali erbosi, rocce vulcaniche e memorie della Grande Guerra, di compiere un itinerario di grandissimo respiro come quello che transita attraverso la Ferrata Ombretta oppure di inoltrarsi nella piccola selva rocciosa del gruppo della Vallaccia.

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La Via delle Bocchette e le Ferrate del Brenta – 25 vie ferrate e sentieri attrezzati

Fra tutti i gruppi dolomitici, quello del Brenta presenta una varietà di ambienti, di panorami, di angoli appartati e di possibilità alpinistiche ed escursionistiche che forse non ha eguali. Un universo roccioso verticale fatto di strati orizzontali che si sovrappongono per centinaia di metri e si innalzano verso il cielo con pareti, pilastri, torri, campanili, pinnacoli e creste frastagliate, ai cui piedi si insinuano profonde e spettacolari valli percorse da una geniale trama di sentieri. E in questo labirinto di pareti e torri di roccia si aprono ampi valichi che mettono in comunicazione le valli o alti e stretti intagli di cresta che scoscendono su canaloni e vedrette ghiacciate, definendo quelle numerose bocchette che hanno reso famoso l’intero Brenta.
In questa guida lo si percorre interamente attraverso i suoi sentieri attrezzati e le sue ferrate. Fra tutti il principale richiamo è sicuramente dato dalla Via delle Bocchette, uno dei più arditi percorsi di cengia e di croda di tutte le Dolomiti, un lungo itinerario attrezzato a metà fra cielo e terra che attraversa l’intero Gruppo del Brenta e che costituisce un vero e proprio viaggio fin dentro le più intime pieghe della montagna. La Via delle Bocchette, famosa in tutto il mondo, viaggia alta tra cenge e forcelle, tra vedrette e pareti, facendo assaporare all’escursionista mondi verticali ed emozioni primordiali. Un itinerario che racconta la storia di tanti alpinisti e personaggi i cui vari tratti ancora oggi portano i nomi e che non può mancare nell’esperienza di ogni appassionato di vie ferrate.Elenco degli itinerari:
1 – Via ferrata Ettore Castiglioni
2 – Sentiero dell’Ideale
3 – Sentiero alpinistico attrezzato Daniele Martinazzi
4 – Sentiero attrezzato Ottone Brentari
5 – Sentiero attrezzato Elio Palmieri Alto
6 – Via ferrata delle Bocchette Centrali
7 – Via ferrata Felice Spellini
8 – Via ferrata delle Bocchette Alte
9 – Sentiero attrezzato Osvaldo Orsi
10 – Via ferrata Oliva Detassis
11 – Sentiero attrezzato SOSAT
12 – Sentiero attrezzato Alfredo Benini
13 – Sentiero attrezzato Antonio Dallagiacoma
14 – Sentiero attrezzato Gustavo Vidi
15 – Sentiero alpinistico attrezzato C. Costanzi
16 – Sentiero attrezzato delle Palete
17 – Sentiero attrezzato della Val Gelada di Tenno
18 – Sentiero attrezzato del Monte Peller
19 – Sentiero attrezzato Celestino Donini
20 – Sentiero attrezzato delle Grotte
21 – Sentiero attrezzato delle Val Perse
22 – Sentiero attrezzato della Val di Sacco
23 – Sentiero attrezzato della Scala Santa
24 – Via ferrata Bocca di Brenta
25 – Sentiero Arnaldo Bogani

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Ferrate dell’Alto Garda – 2a ed. – Klettersteige am Gardasee – Via Ferratas in Lake Garda

Dopo soli due anni dall’uscita della prima edizione viene riproposta la pubblicazione con l’aggiornamento di due nuovi percorsi, rendendola più completa e attuale.

La vasta area che contorna il vertice del Lago di Garda è costellata di ferrate e percorsi alpinistici. L’alta frequentazione, soprattutto nelle mezze stagioni, riguarda pochi e conosciuti itinerari, mentre altre possibilità molto interessanti vengono quasi disertate.
La guida si prefigge il compito di descrivere tutte le possibilità della zona, con un approfondimento capillare, senza tralasciare la loro storia: 26 itinerari suddivisi in schede con descrizione dettagliata dei percorsi di avvicinamento e salita, difficoltà, dislivelli, foto a colori e cose da vedere in zona.
Un libro aggiornatissimo per scoprire il mondo nascosto fra le pieghe dei monti del Garda e che guiderà gli appassionati di vie ferrate fra le pareti e i canyon che circondano l’Alto Garda.

Elenco degli itinerari:
Spigolo della Bandiera – Monte Spino
Ferrata Ernesto-Franco – Monte Spino
Il Tracciolino – Percorso Alpinistico al Dos de Cala
Sentiero Attrezzato Mora-Pellegrini – Monte Corno
Ferrata Susatti e Cima Rocca – Cima Capi e Cima Rocca
Ferrata dell’Amicizia o del Centenario – La Rocchetta
Via del 92° Congresso – Monte Baone
Ferrata del Colodri – Monte Colodri
Sentiero Attrezzato degli Scaloni – Coste dell’Anglone
Ferrata Rio Sallagoni – Castel Drena
Percorso Alpinistico delle Lastiele – Coste Massampia
Ferrata Che Guevara – Monte Casale
Sentiero Artpinistico – Croz delle Niere
Ferrata Rino Pisetta – Monte Garzolet
Ferrata Burrone Giovannelli – Cime di Vigo
Ferrata Favogna – Cime di Vigo
Ferrata Rio Secco – Monti di Cembra
Ferrata Giordano Bertotti – Monte Chegul
Sentiero Attrezzato delle Stel – Coste di Gazzo
Ferrata Giulio Segata – Dosso d’Abramo
Ferrata del Somator – Monte Biaena
Ferrata Monte Albano
Sentiero Attrezzato delle Vipere – Cima Corna Piana
Ferrata Gerardo Sega – Monte Coalaz
Ferrata delle Taccole – Coal Santo

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IV grado in Dolomiti – Dolomiti Orientali – 75 relazioni di vie di media difficoltà in: Civetta, Moiazza, Fanis, Tofane, Nuvolau, Averau Cinque Torri, Croda da Lago, Pomagagnon, Dolomiti Zoldane, Marmarole, Cadini di Misurina, Tre Cime di Lavaredo, Dolomiti di Sesto

Le Dolomiti, Patrimonio Naturale dell´Umanità, hanno ricevuto il loro riconoscimento ufficiale. Le pareti color sangue delle Dolomiti Ampezzane e i riflessi ambrati che il Civetta sprigiona al tramonto ne erano la manifesta rivelazione. Questa dichiarazione in ogni caso ha suscitato approvazione ed entusiasmo e anche qualche celebrazione, ma se si deve fare festa mi pare che il modo migliore l´abbia individuato Emiliano Zorzi con questo volume che completa il panorama dolomitico seguendo a quel primo del 2009.

Le Dolomiti ci appaiono in tutto il loro fulgore attraverso un itinerario che con settantaquattro ascensioni ci fa conoscere le cime che tutti vorremmo salire. Il volume è quindi una sagra, un evento legato alla voglia di far festa, celebrare e, se si vuole, consacrare perché la cerimonia a cui siamo chiamati è quella della scalata che non è una fuga dalla realtà, ma la più forte e la più radicale esperienza per un recupero di questo mondo roccioso nel suo vero significato.

Le cime scelte nei Gruppi proposti sono forse le più belle, vere immagini e simulacri, emblemi e icone indimenticabili. Si pensi alle Tre Cime di Lavaredo e questo basti, perché non può esserci presentazione e introduzione migliore alla conoscenza delle varie zone che attraverso le cime proposte, vera e propria carta d´identità e contrassegno insuperabile. Ma da quelle vette se ne scorgeranno altre e l´autore avrà raggiunto il massimo dei fini se lo scalatore si lascerà sedurre e saprà andare oltre, aggiungendo di per sé altre pagine al volume, perché all´alpinismo è necessaria oltre alla difficoltà,

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IV grado e più – Friuli Occidentale – 78 vie d’ambiente e sportive in: Duranno, Cima dei Preti, Monfalconi, Spalti di Toro, Cridola, Pramaggiore, Brentoni, Clap, Siera, Creta Forata, Peralba, Chiadenis, Avanza, Coglians, Chianevate, Monte Croce Carnico

Un nuovo volume per la collana Roccia Autore che si rivolge al settore del Friuli Occidentale. Quarto Grado è già da anni un marchio seguito dagli amanti dell’alpinismo dolomitico che si confrontano con la roccia su difficoltà di questo tipo. Emiliano Zorzi, questa volta con altri due appassionati, Carlo Piovan del noto siti web I Rampegoni e Saverio D’Eredità, rivolge ora l’attenzione alle tante pareti di roccia calcarea del Friuli Venezia Giulia, una regione a torto un po’ dimenticata, invitando a scoprire angoli appartati, come pure pareti abbastanza frequentate, con roccia spesso inaspettatamente eccezionale. Cade così ora il tabù che ha sempre fatto credere che in questa regione esistano solo itinerari di roccia instabile e per gli amanti del rischio.

Dalla prefazione di Marcello Bulfoni:

Ho avuto modo di conoscere di persona gli autori di questa guida e con loro si è da subito instaurata una naturale empatia. Avevo già avuto modo di leggere alcune delle loro relazioni, notando le non comuni doti di precisione e dedizione che sono segno di un reale e profondo amore per la montagna.

Soprattutto posso dire di aver colto, attraverso le pagine dei due volumi di IV grado e più, la serietà e meticolosità nel descrivere ogni salita e ogni versante delle montagne da loro percorse. Mi è bastato leggere le relazioni di un gruppo montuoso a me molto caro, ovvero quello del Sernio-Grauzaria, per rivivere le emozioni provate, tiro di corda dopo tiro di corda, ormai oltre 50 anni fa.

Sono pochi gli alpinisti con cui posso dire di aver condiviso pienamente il modo di vivere e sentire le montagna, nonostante i tempi, le tecniche e i materiali siano tanto cambiati.

Eppure da queste pagine emerge lo stesso spirito che accompagnava le mie arrampicate, raccontato con quella schiettezza e quella onestà, che sono per me elementi fondamentali nel bagaglio di un alpinista.

Nonostante ormai mi senta sulla via del tramonto, vorrei ancora potere avere l’occasione di legarmi a loro per un tuffo nel passato o forse sarebbe meglio dire una rimpatriata: fatta di passione, condivisione e di quel piacere interiore che si prova nel godere insieme il silenzio dei monti e i loro panorami immensi.

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IV grado e più – Friuli Orientale – 75 vie d’ambiente e sportive in: Cavallo di Pontebba, Creta d’Aip, Sernio, Grauzaria, Zermula, Zuc dal Bor, Jof di Montasio, Jof Fuart, Riofreddo, Riobianco, Mangart, Jalovec, Prealpi Friulane

La collana Roccia Autore della Casa Editrice Idea Montagna si completa con due volumi che si rivolgono al settore più orientale della Alpi italiane. Quarto Grado è già da anni un marchio seguito dagli amanti dell’alpinismo dolomitico che si confrontano con la roccia su difficoltà di questo tipo. Emiliano Zorzi, questa volta con altri due appassionati, Carlo Piovan del noto sito web I Rampegoni e Saverio D’Eredità, rivolge ora l’attenzione alle tante pareti di roccia calcarea del Friuli Venezia Giulia, una regione a torto un po’ dimenticata, invitando a scoprire angoli appartati, come pure pareti abbastanza frequentate, con roccia spesso inaspettatamente eccezionale. Cade così ora il tabù che ha sempre fatto credere che in questa regione esistano solo itinerari di roccia instabile e per gli amanti del rischio.

Dalla prefazione di Marcello Bulfoni:

Ho avuto modo di conoscere di persona gli autori di questa guida e con loro si è da subito instaurata una naturale empatia. Avevo già avuto modo di leggere alcune delle loro relazioni, notando le non comuni doti di precisione e dedizione che sono segno di un reale e profondo amore per la montagna.

Soprattutto posso dire di aver colto, attraverso le pagine dei due volumi di IV grado e più, la serietà e meticolosità nel descrivere ogni salita e ogni versante delle montagne da loro percorse. Mi è bastato leggere le relazioni di un gruppo montuoso a me molto caro, ovvero quello del Sernio-Grauzaria, per rivivere le emozioni provate, tiro di corda dopo tiro di corda, ormai oltre 50 anni fa.

Sono pochi gli alpinisti con cui posso dire di aver condiviso pienamente il modo di vivere e sentire le montagna, nonostante i tempi, le tecniche e i materiali siano tanto cambiati.

Eppure da queste pagine emerge lo stesso spirito che accompagnava le mie arrampicate, raccontato con quella schiettezza e quella onestà, che sono per me elementi fondamentali nel bagaglio di un alpinista.

Nonostante ormai mi senta sulla via del tramonto, vorrei ancora potere avere l’occasione di legarmi a loro per un tuffo nel passato o forse sarebbe meglio dire una rimpatriata: fatta di passione, condivisione e di quel piacere interiore che si prova nel godere insieme il silenzio dei monti e i loro panorami immensi.

Dolomiti d'Oltrepiave

Dolomiti d’Oltrepiave – Guida escursionistica

Le Dolomiti d’Oltrepiave sono comprese tra il Fiume Piave a ponente, la Val Tagliamento a nord, la Val Vajont e la Val Cellina a sud e la Val Tramontina ad est.
L’originale e sintetica denominazione, oramai accettata e normalmente utilizzata, identifica l’ampia porzione di cime e vallate dal carattere tipicamente dolomitico alla sinistra orografica del Piave.
La composizione geologica analoga al resto delle Dolomiti più a occidente e i loro scenari altrettanto subilimi e grandiosi, le pongono a pieno diritto nell’area recentemente nominata Patrimonio dell’Umanità, di cui rappresentano anche delle emergenze assolute.
In questi luoghi si condensa, e spesso si esprime con sublime bellezza, tutto il fascino ambientale e paesaggistico delle Dolomiti stesse. Per fare qualche esempio è sufficiente citare la selva di guglie e pinnacoli che popolano gli Spalti di Toro e i Monfalconi, le grandi pareti del Duranno e della Cima dei Preti, o le praterie d’alta montagna nel Pramaggiore; tra tutte, impossibile non citarlo, spicca il Campanile di Val Montanaia, autentico simbolo di queste vallate, spesso riconosciuto come la più bella e isolata torre nelle Alpi.La guida rappresenta un invito ad esplorare questo vasto territorio dove i punti di appoggio gestiti sono rari e per la maggior parte costituiti da malghe e casere, in luoghi ameni, solitari e dalla struggente bellezza.
Gli itinerari, quasi sempre fuori dal turismo di massa, fanno respirare all’escursionista il vero sapore della wilderness incontaminata.

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Dolomiti – Brevi escursioni panoramiche – 50 escursioni per tutti

Le Dolomiti riservano grandi vie alpinistiche, duri itinerari in quota ma anche, ed è questo il caso, molteplici escursioni “domestiche”, adatte a tutti. Con questa guida si propone una scelta di 50 percorsi facili, brevi, ma altamente panoramici. L’autore, fotografo di professione, trasmette, con pregiate immagini, la voglia di andare a percorrerli.

50 escursioni per tutti fra le montagne di: Pale di San Martino, Valle di San Pellegrino, Val San Nicolò, Dolomiti Agordine, Val Zoldana, Dolomiti Ampezzane.

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Escursionismo consapevole in Dolomiti – 40 escursioni a tema sulle Dolomiti

Un libro che racconta le Dolomiti sviscerandole in 11 capitoli tematici, seguendo con logica una cronologia che va dalla loro formazione al recente riconoscimento quale Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
I contenuti sono di tipo naturalistico, ecologico, storico, turistico ed escursionistico.
Con 40 escursioni correlate.CAPITOLO 1: Le Dolomiti, le montagne più belle del mondo. Panoramica di tutti i gruppi montuosi catalogati secondo la recente SOIUSA (Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino).CAPITOLO 2: La storia geologica delle Dolomiti. Come e quando si sono formate le Dolomiti? Quali sono le rocce che compongono le Dolomiti? Da cosa dipende la forma di una montagna? Questo e molto altro, compresi i “gioielli geomorfologici” dei Monti Pallidi.CAPITOLO 3: L’acqua e le Dolomiti. è risaputo che l’acqua è un elemento fondamentale in ambiente montano, ma il legame fra questa sostanza chimica e il magico mondo dei “Monti Pallidi” va ben oltre la normalità.CAPITOLO 4: Ambienti, flora e fauna delle Dolomiti. Lo splendido e complesso ambiente dolomitico può essere analizzato secondo vari approcci. Osservandolo da un punto di vista funzionale si possono esaminare i vari fattori che, combinati fra loro, lo hanno reso e continuano a renderlo come ci appare.CAPITOLO 5: Le Dolomiti e l’uomo. Dalla Preistoria al turismo moderno, passando attraverso la rivoluzione alpinistico-culturale e la Grande Guerra.CAPITOLO 6: La gestione del territorio. Le subliminali visioni dolomitiche, così ammalianti e in grado di attirare flotte di turisti pronti a immortalarle nei loro scatti, sono il frutto dell’integrazione fra ciò che la natura ha creato e quello che l’uomo ha plasmato nei secoli. Aldilà delle crode, molto di quello che vediamo in Dolomiti è opera umana, diretta o indiretta.CAPITOLO 7: Le leggende, i misteri e le figure mitologiche delle Dolomiti. In passato, prima dell’avvento dell’alpinismo esplorativo e del turismo, gli abitanti delle vallate dolomitiche credevano che le loro montagne fossero abitate da strane creature. L’alta quota era percepita come ambiente sconosciuto e per questo misterioso, dimora di spiriti, figure mistiche, streghe, orchi e nani.CAPITOLO 8: Rifugi e bivacchi. L’idea di posizionare delle strutture di conforto in alta quota risale alla seconda metà del Settecento, quando i primi scienziati cominciarono a spingersi verso territori semisconosciuti per le loro ricerche geografiche, fisiche, naturalistiche, glaciologiche e persino astronomiche. In realtà già nel Medioevo alcuni valichi alpini erano stati presidiati da possenti edifici per accogliere i viandanti.CAPITOLO 9: Sentieri e ferrate. Chiunque si sia avventurato fra le Dolomiti avrà seguito dei sentieri. Chissà se qualcuno si è mai posto domande sulla storia o sull’origine di quella flebile traccia o strada sterrata che sta percorrendo. Chissà se qualche altro si è interrogato sul significato di quel numero che ha prima letto sulla carta topografica e ora di tanto in tanto ritrova su una roccia, su un albero o su una tabella.CAPITOLO 10: La tutela ambientale. Il territorio dolomitico preserva ambienti di notevole pregio ambientale, naturalistico e culturale che necessitano di una attenzione del tutto particolare. Varie sono le forme di tutela attuate nelle zone più sensibili.CAPITOLO 11: Dolomiti UNESCO. Dal 2009 le Dolomiti sono un bene seriale iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Questo riconoscimento ha molti significati e va a valorizzare le peculiarità dolomitiche sviscerate in questa opera.

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Escursioni ad anello nelle Dolomiti Occidentali – 66 itinerari dalle Dolomiti di Brenta alle Pale di San Martino

Le Dolomiti Occidentali presentano un’orografia molto complessa e comprendono gruppi montuosi relativamente piccoli e apparentemente poco articolati, come il Sassolungo o il Làtemar, e vere e proprie catene montuose in miniatura come il Catinaccio, il Brenta e le Pale di San Martino o addirittura a insiemi di più catene come succede per il Gruppo della Marmolada e i rilievi che gravitano attorno alle Odle.

Questa guida propone 66 escursioni ad anello in otto gruppi montuosi: Dolomiti di Brenta, Làtemar, Catinaccio, Sassolungo, Odle-Putia-Puez, Sella, Marmolada e Pale di San Martino. Si tratta di escursioni di varia difficoltà sia attorno ad un intero gruppo montuoso che a sottogruppi o singole cime all’interno di gruppi più complessi, con percorsi da uno a più giorni che vanno dai facili sentieri ai più impegnativi itinerari ad alta quota o lungo vie ferrate e percorsi attrezzati. Le escursioni, molte delle quali poco conosciute ma degne di interesse, sono suddivise in schede con descrizione dettagliata dei percorsi suddivisi per tappe e corredati da dislivelli, tempi, profili altimetrici, difficoltà, cenni storici, curiosità turistiche da vedere in zona e numerose fotografie a colori.

Ma non si tratta solo di escursioni finalizzate alla bellezza e alla libertà del camminare: l’idea di questa guida è anche quella di invogliare il lettore a sforzarsi ad osservare e a tentare di capire l’ambiente di queste favolose montagne, ecco perché oltre a qualche “anello classico” vengono presentati anche percorsi meno battuti, a volte scomodi e fuori dalle rotte abituali. Le note naturalistiche, geologiche, culturali e storiche non mancano e sono inserite in modo da renderle il più possibile fruibili all’escursionista, inserendole in vari contesti, sia nelle introduzioni che nelle descrizioni dei percorsi.

In sintesi una guida che non potrà mancare a tutti gli appassionati di escursioni sulle Dolomiti che vogliano conoscere i molteplici aspetti di queste splendide montagne su tutti i versanti e non si accontentano di escursioni con andata e ritorno lungo lo stesso sentiero!

Itinerari nei gruppi montuosi:
Dolomiti di Brenta
Làtemar
Catinaccio
Sassolungo
Odle-Puez-Putia
Sella
Marmolada
Pale di San Martino

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Escursioni a Cortina e Misurina – 27 itinerari nella Conca Ampezzana

Escursioni a Cortina e Misurina propone una scelta di escursioni facili e di media difficoltà nello splendido scenario dolomitico che circonda la Conca Ampezzana e la rinomata località ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo.
27 itinerari descritti in modo dettagliato e completati da schede naturalistico-culturali, mappe, profili altimetrici e schede riassuntive.
Un’opera adatta anche alle esigenze delle famiglie che vogliano riscoprire, con un pizzico di curiosità, uno dei contesti montuosi più rinomati al mondo.

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Escursioni a Madonna di Campiglio – 30 itinerari fra Presanella e Dolomiti di Brenta