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dom 19 novembre 2017

MATERIALE ARRAMPICATA

l’Arrampicata è quella attività fisica che viene utilizzata per superare un’ostacolo, si suddivide in due tipologie: Classica e Sportiva (free climmbing). La prima praticata in ambiente Montano e utilizza delle protezioni mobili: dadi, friend, chiodi, cordini che vannoposizionati in parete. La seconda viene praticata in palestra (Indoor) su pannelli artificiali, sagomati ricreando la parte, con protezioni fisse: spit, oppure in falesia (quindi con roccia vera) con protezioni a spit o fix cementati e soste con catena a spit o cementate.  In ambiente però quando le difficoltà risultano elevate si procede con delle attrezzature per cui l’arrampicata si definisce Artificiale (uso di staffe, scalette ecc).

CORDA

La corda è senza dubbio il materiale più importante per qualsiasi alpinista. Essa può essere considerata come una sorta di paracadute ed è l’elemento fondamentale di tutta la catena di assicurazione.

Nella storia dell’alpinismo si ricordano le prime corde interamente in canapa che, seppur analoghe nello scopo, avevano caratteristiche completamente diverse da quelle cosiddette moderne i cui materiali e caratteristiche tecnologiche e costruttive sono peraltro in continua evoluzione.

Le corde in fibra poliammidica (tipo nylon 6, nylon 6,6, perlon,…) hanno una struttura centrale detta anima e una guaina detta camicia o calza. Il componente fondamentale è il monofilamento sintetico. Attorcigliando più monofilamenti vengono ottenuti i cosiddetti stoppini che vengono intrecciati per ottenere la calza. Attorcigliando gli stoppini si ottengono i trefoli che attorcigliati a loro volta formano l’anima della corda. Secondo le norme vigenti l’anima della corda deve costituire almeno il 50% della massa totale.

Le principali caratteristiche che una corda deve possedere (anche per poter soddisfare le norme vigenti e gli standard di sicurezza) sono:
una resistenza alla rottura per un certo numero di cadute al limite delle caratteristiche per cui la corda stessa è certificata; una certa deformabilità dinamica in grado di ridurre la forza d’arresto massima che in caso di caduta si ripercuote sul corpo dell’alpinista e sugli ancoraggi;
una notevole manegevolezza anche nelle peggiori condizioni ambientali (ghiaccio, neve, acqua,…); elevata scorrevolezza nei moschettoni; buona annodabilità.

Le corde vengono classificate secondo molteplici parametri: tipo, peso, diametro, caratteristiche tecnologiche (ad es.: corde superdry ad asciugamento ultrarapido). Inoltre tutte le corde per l’alpinismo devono rispondere a requisiti minimi dettati dalle norme EN 892 per poter essere omologate e vendute.

Le corde vengono quindi distinte secondo la normativa EN 892 in:

Corde semplici, dette anche intere Mezze corde                         che in generale, non andrebbero usate singolarmente non potendo ritenersi – con un tale utilizzo – del tutto sicure (meglio utilizzarne due accoppiate)
Corde gemellari vendute esclusivamente in coppia e testate (sempre in coppia) nelle stesse condizioni della corda semplice, vanno sempre utilizzate insieme (accoppiate)
In generale si può dire che una corda tipica per l’alpinismo ha un peso usualmente compreso nell’intervallo 70-85 g per metro lineare per le corde semplici e 45-55 g/m per le mezze corde e una lunghezza di 50 o 60 metri (lunghezza tipica dei tiri in una via alpinistica). Sebbene il diametro sia sempre ben evidenziato (anche commercialmente) e nonostante fosse un tempo il parametro di riferimento per la distinzione delle mezze corde attualmente l’unico tratto caratterizzante a livello normativo è la forza d’arresto massima.

Le corde per uso alpinistico sono identificate mediante:

un cartellino descrittivo che deve sempre essere fornito a corredo della corda e indicante tipo, diametro, lunghezza, peso per metro, forza di arresto massima, numero di cadute massime sopportabili, scorrimento della guaina, allungamento statico e informazioni supplementari relative a vita media del prodotto, condizioni di manutenzione, stoccaggio, pulizia… tramite una fascetta applicata ad entrambe le estremità riportante:
il riferimento EN 892
nome e/o marchio del produttore
marchio CE
Tipo di corda (semplice, mezza, gemellare)
Il marchio UIAA se la corda soddisfa le norme UIAA (opzionale)

RINVIO

Il cosiddetto rinvio è uno strumento di sicurezza, utilizzato in alpinismo e in arrampicata, composto da due moschettoni tra loro collegati da una fettuccia di dyneema o nylon. Permette di agganciare rapidamente la propria corda ad un punto di ancoraggio limitando l’attrito della corda tra i vari ancoraggi posti durante la salita. In pratica, il primo di cordata, durante la propria ascensione, utilizza un rinvio per ciascun ancoraggio: a questo egli aggancia uno dei due moschettoni, mentre nell’altro moschettone viene successivamente passata la corda di salita (cui egli stesso è legato). Ciascun elemento che compone il rinvio (moschettoni e fettuccia) deve essere certificato CE e rispondere alle relative norme EN. La normativa attuale (fine 2008) non prevede invece una certificazione del rinvio nel suo insieme, ossia come elemento “unitario”.

Storia, tradizione e dialetti d’Italia hanno fatto sì che, nel tempo, per il rinvio siano invalsi nomi e nomignoli tra i più disparati. Alpinisti e arrampicatori di regioni differenti possono per esempio conoscerlo come “preparato”, “sveltina”, “express” etc.

I vantaggi dell’uso dei rinvii sono:

evitare che la corda si sposti eccessivamente dalla linea ideale di salita, assumendo un andamento a zig-zag fra un ancoraggio e l’altro (la qual cosa incrementerebbe le difficoltà del primo di cordata: la corda, infatti, sarebbe oggetto di forti attriti dettati dall’angolazione degli ancoraggi) ;
evitare che le vibrazioni della corda possano muovere o far fuoriuscire i chiodi, i friend, i nut e altri ancoraggi, specie se sistemati in punti particolarmente delicati o su roccia friabile;
assicurare che la corda, in caso di caduta, scorra più facilmente lungo i punti di assicurazione: un forte attrito, difatti, tenderebbe a vanificare l’effetto elastico tipico delle moderne corde dinamiche in nylon;
aumentare la distanza tra la corda e la roccia, diminuendo il rischio che la corda s’impigli o, peggio ancora, si lesioni per abrasione o taglio;
riuscire a sfruttare in maniera ottimale la lunghezza della corda evitando gli “sprechi” dovuti a un andamento “zigzagante” del percorso.

Scarpette arrampicata

le scarpette d’arrampicata devono essere acquistate in base all’uso che uno ne deve fare:

  • Principiante: per chi inizia ad arrampicare si consiglia una scarpetta comoda, con suola Vibram poco sagonmata, con allacciatura con lacci o stretch, la taglia che sia comoda di solito lo stesso numero delle calzature uso giornaliero (il grado non è alto).
  • Discreto arrampicatore: suola Vibram, più sagomata al piede per avere più aderenza e tecnicità, per chi frequenta di più le vie d’arrampicata, la taglia consigliano un numero in meno, allacciatura a lacci o velcro.
  • Performance: per chi arrampica su gradi alti e Bolder, che ha bisogno di grandi prestazioni, la tagliaq in questo caso scende a due numeri sotto al proprio e anche in questo caso allacciatua a lacci o stretch.

In palestra Indoor o in Falesia per assicurare il compagno che arrampica generalmente si utilizza il Gri Gri, un mezzo meccanico che blocca la corda utomaticamente se il compagno cade, utilizzato su tutte le corde singole dinamiche da 8,9 a 11 mm

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