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mer 20 settembre 2017

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TECNICA FERRATE

Innanzitutto bisogna sempre indossare: imbrago (basso tipo arrampicata o completo ) – caschetto –  longe con moschettoni e dissipatore (è un freno che assorbe l’ energia di caduta, generalmente tramite lo scorrimento di una porzione di corda attraverso un numero di fori predisposti. – guanti (opzionali) occorre legare la longe con il nodo a otto (delle Guide – il più usato):

NODO DELLE GUIDE: nasce dal nodo delle guide (ad otto), si infila (il capo della corda nelle asole dell’imbrago e si ripassa, in senso inverso, il nodo già fatto ottenendo un’ottima tenuta allo strappo ma una certa difficoltà per lo scioglimento. Inizialmente si forma un otto senza stringerlo (assucarlo), si fa poi passare la corda nelle asole dell’imbrago, nella prima asola dall’alto verso il basso e nella seconda dal basso verso l’alto. Diversamente la corda in tensione farebbe capovolgere il corpo. Ripassare in senso inverso l’otto fatto in precedenza e stringere. Questo tipo di set con legatura tramite nodo a otto, non viene più utilizzato da ormai qualche anno è stato direi sostituito con  il nuovo set da ferrata  con dissipatore a fettuccia a strappo o a lacerazione.

Dissipatore a strappo: è composto dai due rami con moschettone a leva, collegati al dissipatore (sacchettino dove è contenuta la fettuccia), con cuciture ad alto carico di rottura; queste sono calibrate per rompersi nel caso di forza di strappo elevata (è la forza generata da una caduta importante); in caso di caduta la longe trasferisce questa forza al dissipatore che si strappa e assorbe la caduta, non più utilizzabile e molto IMPORTANTE, dopo una caduta il set è da buttare e da riacquistare completamente. Il costruttore nelle istruzioni d’uso dice che occorre abbandonare prima possibile la via ferrata, oppure averne uno di riserva. (parere personale ok alla sicurezza ma costa cara).

Parte la prima persona agganciando i due moschettoni sulla fune fino arrivare al primo chiodo, stacco un moschettone e lo aggancio al di là del chiodo, stacco il secondo e lo aggancio dopo il chiodo. Questa operazione la devo fare sempre per tutta la via ferrata e devo sempre essere agganciato con 1 moschettone. Arrivato dopo il secondo chiodo parte la seconda persona e procede allo stesso modo; in caso di caduta in ferrata, può essere estremamente rischiosa e, anche se apparentemente banale, può risolversi in modo drammatico. In alpinismo si indica la “gravosità della caduta” come rapporto fra l’ altezza del volo e la lunghezza della corda che trattiene l’ alpinista e che può deformarsi; tale rapporto è chiamato “fattore di caduta” ed il suo valore è pari a 2 quando si attua un progressione in cordata (vedi a lato) in ferrata questo valore può aumentare di molto.
Nel caso in cui una persona dovesse scivolare cadrà per 5 metri + la lunghezza della longe con moschettone circa 1 metro.

Quando vado a fare una escursione, una ferrata, una arrampicata e il tempo, o le mie condizioni fisiche e mentali o il/i compagno/i non se la sente di proseguire o vedo che il terreno non fa per me, devo fare marcia indietro, in quanto “la Montagna (qualsiasi essa sia) rimane dov’è ma io so che “la mia Famiglia, mi aspetta a casa, la sera”. Perciò a volte bisogna saper rinunciare. E’ per questo che prima di affrontare un qualsiasi percorso mi devo informare prima di partire.

Le Funi bagnate, vertigini, nebbia, il freddo, lo scarso allenamento, e soprattutto mancanza di esperienza possono creare tanti problemi su qualunque sentiero anche su quello in apparenza più semplice. Lungo ferrate più impegnative, può essere necessaria forza di braccia se abituati ad aiutarsi con la fune d’acciaio, per fare meno fatica però conviene cercare di usare bene le gambe e gli appigli (come se dovessi fare una arrampicata “risulta a volte più soddisfacente la scalata”). E’ interessante percorrere le Ferrate difficili ed impegnative solo quando si acquista sicurezza ed esperienza su ferrate più facili e anche vero che in questo tipo di attività non bisogna mai andare via da soli (nel caso di infortunio o malore).

Quando si percorre una ferrata (soprattutto se molto frequentata), bisogna stare attenti alla caduta dei sassi e al tipo di roccia ci si può fare molto male se non addirittura morie! Nel caso di “caduta sassi” bisogna cercare di seguire a vista la traiettoria e se possibile trovare riparo e appiccicarsi alla roccia dando le spalle con lo zaino (che farà da protezione). Nel caso di roccia ghiaiosa e sfaldabile, bisogna fare attenzione a come poggiamo i piedi, per evitare di muovere sassi che potrebbero cadere su chi sta sotto di noi (anni fa ad un amico, un sasso di dimensioni come un pugno ha aperto il baschetto a metà).

Fare attenzione alle attrezzature difettose o mancanti che troviamo lungo la ferrata, vedi chiodi staccati dalla roccia, funi sfilacciate, scale non fissate correttamente.

Si sa che in montagna il tempo cambia rapidamente, in pioggia nebbia e neve in alcune stagioni;

Consiglio l’acquisto di questi due manualetti del CAI = vol. 1 “La sicurezza sulle vie ferrate: materiali e tecniche” – vol. 2 “Guida pratica alla meteorologia alpina”.

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