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Belluno
Sab 27 Febbraio 2021
Cimon De La Pala – 3.184 m – Via normale
Introduzione
Il Cimon della Pala, il cui nome deriva dalla sottostante Pala Monda,  è la seconda vetta per altezza delle Pale di San Martino, ma comunque una delle più conosciute. Visto da San Martino di Castrozza è verticale muraglia giallastra verso il Passo Rolle a nord ovest, da cui assume la caratteristica forma di corno appuntito che gli ha fatto meritare il soprannome di “Cervino delle Dolomiti”. Sul versante nord racchiude i resti dell’antico ghiacciaio del Travignolo. La via normale è un itinerario in roccia abbastanza breve e non troppo difficile, o e con lunghi tratti di II grado e passaggi di III, su roccia generalmente buona tranne che nella cresta finale molto friabile ed esposta. Il passaggio più difficile è agevolato da una fune metallica. Da non sottovalutare anche l’impegno fisico richiesto per l’avvicinamento e per il ritorno. Una cima molto ambita ma riservata ad alpinisti esperti e da affrontare solo con ottime condizioni meteorologiche.
Tempo salita: 6,00 h
Tempo totale: 9,00 h andata e ritorno
Difficoltà: AD III
Dislivello totale in salita: + 1220 m  / via di roccia 180 m / sviluppo 300 m
Esposizione: Vari
Carta Tabacco nr 022 – 1:25.000
Materiale: NDA
Avvicinamento stradale
Da Feltre (BL) direzione primiero, San Martino di Castrozza, fino al parcheggio di Col Verde. Da Predazzo
Avvicinamento
A seconda del grado di allenamento e della stagione si può partire dalla stazione superiore della cabinovia Bar Colverde o della Funivia Rosetta, durante il periodo di apertura degli impianti di risalita (metà giugno – metà settembre). Dopo la chiusura degli impianti si deve partire direttamente dalla stazione a valle della cabinovia a San Martino di Castrozza (1500 m) per il sent. n. 701, aggiungendo 465 m di dislivello e 1 h di salita, o dalla M.ga Fosse di Sopra (poco prima del P.so Rolle, 1936 m, parcheggio) per i sent. 712-706 e la via ferrata Bolver-Lugli (1070 m di dislivello e 3,45 h fino al Biv. Fiamme Gialle). Partendo dalla stazione superiore della Funivia Rosetta si scende in 15 min. al Rif. Rosetta e in ca. 30 minuti si raggiunge il P.so Bettega per il sent. n. 716. Dal passo si segue il sentiero in direzione nord est, scendendo per ghiaie per ca. 300 m fino ad aggirare lo spigolo roccioso che scende dalla Croda della Pala (2350 m ca.). Il sentiero attraversa le rocce basali (bolli rossi) e scende per roccette con un breve ripido salto (I+, un po’ esposto, lapide) e per una breve placca porta sul fondo del ghiaione della Val dei Cantoni. Si risale tutta la Val dei Cantoni, inizialmente per traccia su ghiaie nel fondo (neve fino ad agosto) e poi in salita, fino a raggiungere un alto costone di rocce che delimita a sinistra il profondo e stretto crepaccio roccioso al centro del vallone. Si attacca il costone per un ripido e stretto canalino o per le rocce a sinistra, obliquando poi verso destra per rocce, cengette rocciose e tratti di sentiero, seguendo segnavia ed ometti (I+). Se ne esce per uno stretto canale simile ad una trincea (freccia
rossa e ometto) e per terreno detritico si sale al pendio sopra il crepaccio (cartello), da risalire direttamente e sempre più ripidamente per neve (ghiaia solo da fine settembre) fino al P.so del Travignolo (2925 m, 1,30 h). Da qui verso sinistra per traccia e gradoni in 15 minuti si raggiunge il Biv. Fiamme Gialle. Dal Colverde si può velocizzare il raggiungimento del Biv. Fiamme Gialle salendo per la lunga ed impegnativa via ferrata Bolver-Lugli, il cui attacco si raggiunge in circa 45 minuti per i sent. n. 712-706 (via ferrata 2,30 h fino al bivacco). In tal caso tenere presente che per arrivare all’attacco è necessario superare un lungo tratto non attrezzato sulle rocce basali, con difficoltà di I/II- con alcuni punti esposti.
La via ferrata esce su una cresta a sud del bivacco, che si raggiunge agevolmente per sentiero su ghiaie. Se non si desidera salire per la via ferrata dal Colverde seguire il sent. n. 701 fino ad una traccia su ghiaie che sale a sinistra (cartelli in alto) e porta ad un breve salto
roccioso attrezzato con fune metallica che si risale lungo un canale.
Si prosegue per il canalone a tratti franoso fino ad una breve cengia a tetto attrezzata con cavo metallico che traversa verso destra (passaggio un po’ spiovente ed esposto). Attraversata la cengia si prosegue per il canale roccioso seguendo alcuni ometti e bolli rossi e, per ripido sentiero, roccette e successive ghiaie o campi di neve, si arriva ad incrociare
il sent. n. 716 proveniente dal Rif. Rosetta che verso sinistra porta al P.so Bettega (2667 m, 2 h) Dal passo proseguire per la Val dei Cantoni come sopra descritto. Se invece si parte dalla M.ga Fosse di Sopra si deve raggiungere l’attacco della ferrata Bolver-Lugli (1,15 h) e poi risalire la ferrata fino al Biv. Fiamme Gialle (2,30 h).
Salita
Dal bivacco seguire la traccia più bassa che traversa a sinistra (ovest) per ghiaie, senza seguire le tracce che dietro al bivacco salgono subito in alto, ed attraversare l’intero spallone detritico in orizzontale fino a portarsi quasi all’estremità del pendio presso la cresta che lo delimita (150 m, ometti). Salire quindi in obliquo verso destra per ghiaie gialle e rocce gradinate fino a raggiungere verso sinistra un intaglio con due pilastrini (50 m, I). Scendere di pochi metri al di là dell’intaglio per un canalino (ometto sulla sinistra) e contornare sulla sinistra il primo torrione rossastro della cresta (Torre Grohmann), superando uno spigolo (1 ch.) e traversando in leggera discesa verso destra per una cornice (II), fino ad entrare con breve risalita in una piccola grotta a destra (40 m, I). Si esce dalla caverna strisciando senza lo zaino attraverso uno stretto foro verso sinistra, detto “Bus del Gat” e si sbuca su un terrazzino sotto uno strapiombante tetto giallastro (la caverna è aggirabile anche all’esterno con un passaggio in traverso abbastanza esposto di III grado). Si prosegue quindi verso sinistra scendendo di poco per roccette (II) e si risale per un ripido canale detritico di terra e
ghiaia proveniente dalla forcella inferiore fra la Torre Grohmann a destra e la Torre Est del Cimone a sinistra, fino a pochi metri prima della forcella da cui si origina (30 m, possibile neve ad inizio stagione, chiodo cementato per la calata in doppia al ritorno in alto a destra). Poco
sotto la forcella salire per pochi metri a sinistra per rocce (II) e per una paretina verticale attrezzata con cavo metallico (30 m, passaggio di III, il resto II+) fino ad un comodo terrazzino alla base di due fessurecamino dove finisce il cavo e inizia l’assicurazione a corda.
L1 • spostarsi a sinistra dello spuntone dopo il terrazzino e salire per breve fessura strapiombante fino ad un altro spiazzo di ghiaia presso il camino di sinistra, salire il camino (5 m, III+ e II, spezzone di corda su clessidra) e raggiungere un piccolo terrazzino di ghiaia (1 ch. cementato per sosta che può essere evitata). Oltre il terrazzino si segue per pochi metri uno stretto canale detritico e si sale a sinistra per un basso gradino verticale (3 m, III) che permette di montare sopra un aereo ed esposto spigolo coricato compreso fra due canali, detto il “Mulèt”. Si prosegue per solide rocce lungo l’esposta crestina del Mulèt (20 m, III-II, 1 ch. cementato a destra) raggiungendo la forcella superiore che separa la Torre Est a destra e la vetta a sinistra (15 m, II, targa commemorativa e 1 anello cementato) (in totale 45 m, II-III).
L2 • si risale il ripido ed esposto spigolo a sinistra della forcella, ben appigliato, che porta alla frastagliata cresta sommitale (20 m, II+/III-).  Si segue l’esposta ed aerea cresta orizzontale, superando un tratto di friabili rocce rossastre dette “terre rosse” (30 m, I-II, 1 ch.) fino a raggiungere la piccola croce sull’anticima est che costituisce la vetta tradizionale (libro di vetta). Proseguendo in rischiosa traversata su roccia molto friabile e molto esposta in saliscendi lungo il filo dell’aerea e accidentata cresta orizzontale di collegamento si raggiunge la poco più alta cima principale (2 h dal bivacco). Tale tratto di cresta, lungo circa
un centinaio di metri, è una lama di pinnacoli e rocce rotte rese molto friabili dalle cadute di fulmini e conviene evitare di percorrerlo.
Discesa
Come per la salita, con varie brevi calate a corda doppie già attrezzate su chiodi cementati o cordoni. Dalla cima seguire il percorso a ritroso fino al primo chiodo cementato sopra lo spigolo:
CD1 • 20 m dal chiodo sopra lo spigolo fino alla forcella con targa e anello cementato.
CD2 • 15 m dalla forcella fino alla cresta del Mulèt dove si trova, a metà leggermente a sinistra, il successivo chiodo cementato.
CD3 • 20 m dalla sosta a metà cresta del Mulèt lungo il canale-camino a destra (faccia a monte) fino al sottostante terrazzino di ghiaie con anello cementato sulla parete a destra.
CD4 • 20 m dal terrazzino lungo il sottostante camino da superare fino a raggiungere l’ancoraggio del cavo metallico, a destra faccia a monte, quindi continuare fino al secondo o terzo ancoraggio del cavo.
CD5 • 25 m dall’ancoraggio del cavo che si è raggiunto fino al suo inizio.
CD6 • 25 m dall’ultimo ancoraggio del cavo fino in fondo al canale poco sopra il Bus del Gat; è presente un ancoraggio cementato anche sull’altro lato del canale, oltre la forcelletta. Quindi si cammina fino all’imbocco del Bus del Gat e lo si scende entrando prima con i piedi fino alla caverna.
CD7 • 10 m dall’interno della caverna da un cordone su uno spuntone (non necessaria in assenza di neve e con terreno asciutto) Si traversa quindi verso sinistra per facili roccette (20 m, II) e si risale per canalino ad una forcelletta (5 m, I), oltre la quale si scende per facili rocce e ghiaie verso destra (ometti) fino al pendio detritico (50 m, I), infine a sinistra si torna al bivacco (1,30 dalla cima).
 

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