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Belluno
Gio 29 Ottobre 2020

Gran vernel 3210 m – via Normale

Introduzione
Visto dalla Cresta del Padon o dal Lago di Fedaia spicca per la sua lunga cresta nord affilata, assomigliando a un cristallo di quarzo. La via normale che raggiunge la cima non è per niente banale, anche se il grado d’arrampiocata arriva al massimo al III grado, ma occorre prestare a
ttenzione alla roccia a tratti friabile. Potrebbe essere definito il Principe delle dolomiti, tenendo conto che la Regina per dfinizione è la Marmolada con i suoi 3343 m e il Re l’Antelao con i suoi 3264 m.
Tempo salita: 6,00 h – all’attacco 1,00
Tempo totale: 10,00 h andata e ritorno
Difficoltà: AD- MAX III
Dislivello totale in salita: + 1140 m
Esposizione: Nord Est – Sud Est
Carta Tabacco nr 015 Marmolada – Pelmo – Civetta – Moiazza 1: 25.000
Materiale: NDA – consigliato mezze corde da 50/60 m
Avvicinamento stradale
Da Agordo e da Canazei, si raggiunge il Lago Fedaia e si parcheggia a fianco della bidonvia.
Avvicinamento
Dal parcheggio si raggiunge facilmente il Rifugio Pian dei Fiacconi (2626 m) con la bidonvia in 0,20 h (prima corsa 8.15/8.20 ultima corsa 16.45) oppure a piedi per sentiero , si scende una decina di metri a sinistra sotto il rifugio, per sentiero 606 (1,45 h), dal Rifugio, si aggira l’arrivo della bidonvia e per sentiero 606, si scende di pochi metri. Lo si percorre orizzontalmente per una ventina di minuti, fino a quando la traccia inizia a salire e raggiunto lo spigolo della propaggine che scende dall’Anticima diPunta Penia. Si risale per una decina di metri e poco dopo si scende a destra per traccia con ometti, risale ancora portandoci al Vallone di ghiaie che scende dalla Sforcella del Vernel. La salita è abbastanza libera, in questa occasione abbiamo trovato il canale privo di neve (poca solo in forcella) e abbiamo attaccato il canale inizialmente sulla sinistra fin poco sotto alla fascia rocciosa. Qui ci siamo spostati sulla destra e risalito su roccia discreta e placche fino a 60 m sotto la Sforcella del Vernel (a destra parete levigata e ripida) si rimontano i gradoni che conducono alla cengia al cui termine (terrazzo) si trova l’attacco (1,30 h, I II).
Salita
premessa nella mia guida “i 3000 delle Dolomiti” il primo tiro di corda comincia raggiunta la cengia prima dell’attacco, in questa descrizione è stato salito da slegati.
L1. dalla sosta (2 chiodi) posta a pochi metri dal terrazzo, prodere per breve cengetta verso sinistra, attaccare a destra dello spigolo (II+ roccia mobile) ci si alza nel canalino e si sale per 4 m (III) fino al piccolo terrazzino con grosso masso appoggiato, dietro si trova la prima sosta (2 chiodi 50 m / II III).
L2. Ci si sposta a destra per due metri e si risale la fessura di sinistra (5 m, III), si traversa a destra roccette e ghiaie fino alla sosta (2 chiodi e cordone) circa 50 m (II, III).
L3. si risale il canale per 60 m (I, II) sul lato destro fino alla sosta (2 chiodi e cordone), a sinistra di quest’ultima (10 m) c’è un’altra sosta in corrispondenza del centro del canale.
L4. ci si sposta per cengetta a sinistra, si raggiunge la sosta centrale, e ci si alza per roccette (II) sempre verso sinistra due ometti, in direzione della cresta Sud (esposta), sostare su uno dei primi spuntoni sopra secondo ometto.
L5. stando a destra del filo di cresta, rimontare le agevoli rocce fino al primo passaggio esposto, da passare traversando a destra e rimontare la rampetta rocciosa (5 m, III-) sotto la sosta (spuntone con 1 chiodo e cordoni 40 m)
L6. l’ultimo tiro si effettua in conserva corta, per cresta aerea e splendido panorama, dal terrazzino si sale di un paio di metri raggiungendo la cresta (10 m, I). Si raggiungono le grosse roccie, rimontando per 5 m (II), per cresta si raggiunge la cima (100 m (I, II).
Discesa
Ripercorriamo la cresta e scendiamo alla prima Sosta
C1. 50 m lungo il diedro e nel canale, fino a raggiungere la cengia ghiaiosa (sosta di sinistra oreografica (faccia a valle), non quella in corrispondenza den centro del canale successivo)
C2. 50 m si scende il canale (lato sinistro), fino alla sosta sulla parete di sinistra.
C3. 50 m fino alla paretina giallo/nera (prima del pulpito con ometto e masso appoggiato).
C4. 25 m si scende verso destra al pulpito con ometto e masso appoggiato.
C5. 40 m si raggiunge il terrazzo a fine della cengia (attacco)
C6. 60 m dalla sosta su cengia ci si cala sulla traccia di andata, raggiungendo il masso con sosta cordoni e chiodo.
C7. 40 m si raggiunge la base della forcella
discesa per ghiaie fino alla fascia rocciosa, tenere la sinistra e per roccette ritornare al canale fino al sentiero cho conduce al Rifugio Pian dei Fiacconi.
Note
Primi salitori le guideCesare Tomè e Giorgio e Battista Bernard con Gustav Merzbacher nel 1879
Salita del 5/8/2018 – Compagni di salita: Milo Muffato, Nicola Nazzari, Viviana Fa Ero, Igor Chiappetta.

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